1) Da due giorni è stato emanato il nuovo Decreto Sicurezza che con il «fermo preventivo» permette alle forze dell'ordine di trattenere per un massimo di dodici ore persone sospettate di essere pericolose in contesti di manifestazioni o eventi pubblici, senza che sia stato commesso alcun reato.
Ne hanno fatto le spese alcune/i ambientaliste/i che protestavano davanti al teatro di Sanremo esponendo striscioni contro gli sponsor ENI e Costa Crociere, definite aziende fossili.
Tredici persone sono state portate via dalla polizia, sulla base del sospetto che avrebbero potuto compiere qualche reato, rilasciate dopo sei ore con multe e fogli di via per avere espresso pacificamente il proprio dissenso rispetto a scelte ambientali.
Procedere contro persone sospettate di commettere possibili reati comporta una alta dose di arbitrarietà, tipica dei sistemi politici autoritari.
2) Decreto sicurezza e legittima difesa, inizialmente previsto per le Forze dell'Ordine, poi esteso a tutta la cittadinanza, vale a dire iscrizione in un registro separato se si commette reato "in presenza di una causa di giustificazione".
La valutazione dipenderà comunque da un PM, la procedura prevede l'archiviazione nell'arco di di trenta-centoventi giorni, a seconda della complessità degli atti di indagine da compiere se il PM non ravvisa ragioni per iscrivere nel normale registro delle indagini gli imputati.
Finché i PM saranno completamente liberi da pressioni indebite non ci sono problemi, ma la riforma della giustizia proposta sembra presentare qualche modifica in merito.
3) Separazione delle carriere, creazione di due CSM, sorteggio delle/degli appartenenti, queste disposizioni sono ritenute da giuriste/i, magistrate/i, avvocate/i suscettibili di limitare l'indipendenza dei PM.
Comportano inoltre la modifica di alcuni articoli della Costituzione, che aveva voluto garantire l'indipendenza di ciascuno dei tre poteri dello Stato.
4) Con la scusa della lentezza della Giustizia, il nostro impareggiabile ministro parla già di modificare la obbligatorietà dell'azione penale, sancita dall'articolo 112 della Costituzione, che verrebbe sostituita da priorità stabilite annualmente dal Ministro della Giustizia, previa approvazione del Parlamento.
Quattro passaggi verso i quali il Governo sembra procedere a tappe forzate.
Tanta fretta per ottenere questi obiettivi concatenati l'uno all'altro fa sospettare, questa volta sì, che si intenda procedere prima che siano chiare a tutte, tutti e tutt* le derive autoritarie del Governo.
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