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mercoledì 28 dicembre 2011

Femminismi

Ho pubblicato su alcuni siti internet, che frequento quotidianamente, la mia riflessione sulla vignetta sessista di Vauro e ho osservato che alcuni/e, una minoranza però combattiva, salvano la vignetta richiamando la ben nota "cattiveria" di Vauro nei confronti di nemici di classe, per loro non c'è sessismo, c'è satira  urticante più che mai.
Come se la cattiveria legittimasse gli stereotipi sessisti.
Una volta di più mi sono confermata nell'idea che se non si prendono in considerazione le immagini di genere che abbiamo interiorizzato non si esce dalla dimensione del patriarcato, tutt'al più ci si emancipa, ma non si rovesciano il sistema culturale e l'ordine del discorso.

venerdì 23 dicembre 2011

Dove va a annidarsi la mentalità patriarcale

Due giorni fa ho commentato sulla mia bacheca di face book  la brutta vignetta di Vauro sul Manifesto, vi si vede il personaggio-Vauro che sculaccia la ministra Fornero -raffigurata a sedere nudo, ma con reggicalze- tenendola sulle ginocchia e ripetendo   l'articolo 18 non si tocca.
Secondo me in questo caso non si può parlare di satira, perché la  vignetta presenta stereotipi relativi alla relazione tra donne e uomini largamente diffusi, contravvenendo al compito di critica di comportamenti sociali, culturali, politici, compito appunto proprio della satira.
Provo a indicare due immagini dal forte valore simbolico: quella di una donna sculacciata che, al di là di possibili altre evocazioni che non mi sembrano nelle intenzioni dell'autore, riduce la persona -in realtà più che adulta- appunto a bambina.
Una bambina che va ripresa, sgridata, sculacciata -in un sistema educativo che preveda questa "attività pedagogica" da parte dei genitori -perché non si comporta bene, è immatura? è avventata?comunque  è "paternamente" sculacciata, quasi con affetto e tenerezza, anche se lei appare urlante e stralunata. 
Un avversario di classe si combatte, si prende in giro, anche ferocemente, come è nello stile di Vauro, ma non lo si rimpicciolisce al rango di bambino.
Possiamo vedere Marchionne sculacciato a sedere nudo?
Una donna  avversaria di classe resta sempre una minore, nell'agone politico e sociale.
Ancora: Fornero è nonna e ministra, non ho ancora sentito su di lei notizie di avventure galanti, sessuo-sentimentali, presenti o passate, che possano autorizzare illazioni sulla sua vita privata, perché allora dotarla di  un indumento principe di un certo immaginario maschile come calze e reggicalze? 
Non mi interessa certo sapere se normalmente preferisce reggicalze o collant, sono veramente fatti suoi, parlo della valenza simbolica che io leggo come riduzione della complessità di una donna, bella o brutta, intelligente o cretina, simpatica o antipatica, capace o incapace, alla sfera prioritaria del corpo, della sessualità, della seduzione, indipendentemente dalla funzione sociale e  lavorativa,  e dagli incarichi pubblici ricoperti.
Strizzatina d'occhio a certi uomini, e monito a tutte le donne: attente siete prima di tutto sesso.
Cosa c'è di più stereotipato e omologato di questo atteggiamento?.
Ultima considerazione: quanti e quante leggono il Manifesto, cartaceo o on-line? Credo molte e molti, che si sia levata una voce a rilevare la cosa?
Certo se fosse stato un autore di destra sarebbero partite lamentele di uomini e donne e interrogazioni parlamentari.
Ripeto: con questa mentalità non si va da nessuna parte.