mercoledì 27 febbraio 2013

Giovani contro vecchi: da guerra a conflitto

L'effetto spiazzante c'è stato, è innegabile e ha scatenato scenari diversi tra loro: disperazioni più o meno mascherate da rassegnazione, ricerca di colpevoli, ipotesi di governo, governissimo.
ODDIO!
Non sottovaluto il rischio di cambiamenti radicali, ma mi sento stranamente tranquilla, confido nella tenuta democratica, nel buon senso delle persone chiamate a compiti senz'altro difficili e impegnativi in clima di crisi economica e sociale.
Se non c'è esperienza, si impara.
Quando entrai io nella scuola, dopo l'università, avevo esperienza solo di ricerca, non di didattica, ho imparato nel tempo, certo un po' a spese dei miei primi allievi e allieve, ma dalle reazioni che hanno avuto, e dagli esiti negli studi che alcuni/e hanno in seguito ottenuto, non devo aver fatto loro troppo male.
C'è solo un aspetto che mi dispiace nella nuova situazione, perché lo ritengo immiserente dal punto di vista umano, la guerra -non il conflitto che comporta la ricerca di mediazione- ma la guerra nel senso di mors tua/vita mea tra "giovani" e "vecchi".
A me sembra un deleterio effetto di trasmissioni televisive: vecchi/giovani, uomini/donne, suocere/nuore., alti/bassi...., interisti/milanisti......e  dei talkshow dove "vince" chi ha più fiato in gola, e/o sbeffeggia meglio l'avversario.
Qui in gioco non c'è l'eliminazione fisica, per fortuna -come nel mito del buttare i vecchi nel Tevere, ai primordi di Roma- ma c'è l'annichilimento e l'umiliazione dell'avversario, e non è un bel vedere, anche perché i/le giovani hanno più forza, potenza e energia rispetto ai vecchi.
E non penso così solo ora, che sono vecchia, ma lo pensavo anche da giovane, pur mal sopportando l'arroganza di chi mi obiettava: sei troppo giovane, inesperta per capire.
Uno degli effetti distorcenti dai quali occorre liberarsi in fretta è secondo me proprio questa modalità di "guerra politica" riprendendo la pratica di "lotta politica"

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