lunedì 2 gennaio 2012

L'Occidente ossessionato dal sesso

Per una di quelle coincidenze imprevedibili incrocio, nel giro di pochi giorni, i deliri dei fanatici ortodossi ebrei che impongono la separazione dei marciapiedi a donne e uomini, dopo aver aggredito una bambina, vestita in modo non conforme ai loro dettati, con la notizia di  di analoghe richieste, proprio in merito alla separazione dei marciapiedi, da parte di fanatici islamici.
Mi ha colpito l'assoluta identità delle richieste, in questo caso, ma suppongo che sia così anche in altri casi, che non conosco.
All'interno del Tempio mi pare ci sia ancora la separazione di posti, così come, quando ero bambina io alla Messa gli uomini sedevano da una parte e le donne dall'altra. Non so che cosa avvenga nelle chiese protestanti, credo che la separazione sia anche nelle moschee, anzi spesso vedo pregare folle di islamici, magari in strada per mancanza di luoghi di culto appropriati, che sono composte solo da uomini.
A parte la connotazione folkloristica di questi comportamenti, non posso non ricondurli a una matrice comune: l'essere conseguenze, pur arbitrarie, distorte e magari anche illegittime, di un'appartenenza a tre religioni che hanno la stessa origine teologica, non a caso alcuni tratti della cosmogonia coincidono in tutte e tre le religiomi.
E' indubbio che esse, insieme con la tradizione greco-romana costituiscono la base culturale della nostra civiltà mediterranea, cuore e culla dell'Occidente.
Dietro le motivazioni di queste imposizioni c'è l'assunto che  al disordine sessuale corrisponda il disordine sociale, infatti mettere in crisi la codificazione dei ruoli sessuali in una determinata società  mette in crisi la divisione del lavoro, sulla quale si è organizzata la società stessa.
Questo meccanismo di controllo e difesa della struttura sociale scatta anche al di fuori delle religioni, più o meno rivelate, certo è però che la legittimazione soprannaturale impedisce spesso una mediazione tra istanze diverse e contrapposte, di qui la violenza materiale e simbolica che accompagna ogni prescrizione che si appoggi a concezioni religiose.

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