giovedì 13 giugno 2013

Berlino 4

Strana sensazione, una vita quotidiana: spesa, cucina, anche se limitatissima, pulizia casa, ancor più limitata e contemporaneamente distanza dal caos politico-sociale italiano. 
Diverso è quando si viaggia con soste in albergo, allora è un'eccezionalità, si è liberi dalla cura quotidiana, il periodo di tempo è più limitato, la sensazione di tempo sospeso è massima.
Ma qui, disponendo del mio Mac e di un abbonamento internet -che mi è costato in soldi, tempo e energie- mi informo continuamente su quel che accade in Italia, come se fossi a casa mia,  eppure le notizie nazionali che mi raggiungono hanno un impatto minore del solito, nel senso che mi provocano reazioni emotive quasi vicino allo zero, come se si trattasse di un altro mondo.
Com è possibile?
Così labile è il senso di appartenenza? 
Ho sempre sospettato che siamo molto più liberi interiormente di quanto i vari poteri vogliono farci apparire.
Questa mattina spesa in un super -Mitte Mar, in Kant strasse 42- che ha prodotti mediterranei, in prevalenza italiani, comprato pesce!!! fresco, olio De Cecco (che in Italia non compro mai), passata De Cecco, idem, caffé.
Cercavo della verdura e della frutta: ho comprato due limoni; c'erano tre tipi di pomodori che costavano dai 7 euri e mezzo agli 11 (sigh!) e quasi nient'altro.
Andrò oggi pomeriggio a rifornirmi nel negozio dei turchi, ricchissimo di frutta e verdura, anche se non a prezzi contenuti..
Al Mitte Mar, tranne il ragazzo del reparto pesce, spagnolo, tutti i commessi parlano italiano corrente, e sono gentilissimi.
Questo pomeriggio visita al museo Berggruen, di fronte a Charlotte Schloss: 100 Picasso, e poi Klee, Matisse, Van Gogh..., collezione dono degli eredi del signor Berggruen.
Ps. i concerti gratuiti al Museo degli strumenti musicali sono a mercoledì alternati.


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